SISTEMA DI RICIRCOLO

Per una soluzione ancora più ecologica

I modelli base del Converter® condensano l’umidità rimossa dal rifiuto trattato che utilizzando uno scrubber a miscelazione in cui l’acqua di raffreddamento, prelevata dalla rete, viene mescolata al condensato e scaricata. Come opzione, per ridurre i consumi di acqua, soprattutto nelle macchine di grossa taglia, è possibile richiedere il sistema di separazione del condensato in cui l’acqua di raffreddamento non è più miscelata con l’umidità estratta dal rifiuto trattato può quindi essere prelevata da un impianto di raffreddamento esistente. Nel caso in cui il cliente non avesse a disposizione un impianto di raffreddamento di adeguate caratteristiche è possibile richiedere in aggiunta al sistema di separazione del condensato anche una unità di raffreddamento esterna propriamente dimensionata. Essa permette di raffreddare e riutilizzare più volte la stessa acqua abbattendo così i costi del consumo dell’acqua e allo stesso tempo permette di ridurre drasticamente la quantità di liquidi da scaricare. Tale necessità deve essere comunicata in fase di ordine.

In base alle temperature del luogo in cui verrà installato il Converter®,
OMPECO srl provvederà a consigliare l’unità di raffreddamento più adeguata scegliendo tra:

RADIATORE

Il raffreddamento a radiatore è adatto quando la temperatura ambiente si trova nell’intervallo tra -35 e 35°C. L’unità richiede di essere collocata all’esterno.

TORRE EVAPORATIVA

Il raffreddamento con torre evaporativa è adatto quando la temperatura ambiente è nell’intervallo tra -35 e 65°C, a condizione che la temperatura del bulbo umido (psicrometro) rimanga sotto i 35°C. La tanica va posta all’interno mentre la torre evaporativa va all’esterno.

STERILIZZAZIONE

Il calore umido senza pressione

Il calore umido si ottiene mantenendo per un certo tempo il materiale ad una temperatura sufficientemente alta in presenza di acqua liquida. Questa combinazione causa il deterioramento degli enzimi e delle proteine dei microorganismi e, conseguentemente, la loro morte e la distruzione delle spore. Questo metodo è molto più veloce se paragonato al metodo noto come “calore secco” (che richiede inoltre temperature molto più alte): in questo caso il meccanismo di azione si basa sulla più lenta ossidazione dei componenti essenziali delle cellule. Le autoclavi sono le più note apparecchiature che utilizzano il metodo del calore umido. Per una legge fisica, aumentando la pressione aumenta anche la temperatura di ebollizione dell’acqua che, sotto pressione, rimane in forma liquida oltre i 100°C. In generale, il calore può essere generato sia per mezzo dell’elettricità che iniettando vapore saturo.

Il vapore, prodotto in loco o per iniezione, agisce come vettore, fornendo al materiale sotto trattamento il calore e l’acqua liquida per condensazione del vapore stesso. Non sono nè il vapore né la pressione a causare la morte dei microrganismi, essendo la pressione solo un modo per avere acqua liquida oltre i 100°. Infatti, dalle tabelle del vapore saturo, possiamo osservare che, alla pressione relativa di 1 bar (2 bar assoluti), l’acqua bolle a 121°C. Nei macchinari Converter® non è utilizzata la pressione ma, quando il materiale precedentemente disidratato raggiunge la temperatura di sterilizzazione impostata a 151°C, l’immissione di acqua permette di mantenere umido il materiale ad alta temperatura, ripristinando continuamente sia l’acqua che evapora che il calore sottratto per evaporazione dell’acqua stessa. Mentre si continua a scaldare attraverso il rotore e contemporaneamente ad iniettare acqua, il risultato è che, nello stesso momento, il materiale è sottoposto ad alta temperatura in presenza di acqua liquida.

I macchinari Converter® sono progettati per soddisfare le norme più severe, prendendo come riferimento quelle richiedenti un processo di sterilizzazione atto a garantire un abbattimento della carica microbica convenzionalmente fissata a N = 1012 u.f.c. (unità formanti colonia) per ogni carico di sterilizzazione, con un SAL non inferiore a 10-6 (Italia, norme UNI 10384/1994, legge DPR 254/2003). In generale, sono anche richieste la triturazione e la disidratazione, con l’obiettivo di rendere irriconoscibile la composizione del rifiuto e rendere più efficacie il trattamento, così come la riduzione di peso e di volume. Il Converter garantisce quindi un abbattimento non inferiore a 10-18, in altre parole 18 logaritmi ovvero con la possibilità che sopravviva un microorganismo ogni 100.000.000.000.000.000 di cicli.

La velocità di reazione dipende dalla temperatura,
i Converter® sono progettati per funzionare su 2 livelli di temperatura:

STERILIZZAZIONE

a 151°C

PASTORIZZAZIONE

a 121°C

Ogni ciclo di trattamento avviene con una certa sequenza: caricamento del rifiuto, triturazione e riscaldamento fino a 100°C, evaporazione di ogni componente liquida, riscaldamento fino a 151°C (o fino a 121°C), sterilizzazione (a pastorizzazione) tramite l’iniezione dell’acqua, mantenimento della temperatura per 3 minuti, abbassamento della temperatura, scarico con la forza centrifuga.

POTERE CALORIFICO

Il prodotto finale della tecnologia Converter®,
essendo privo di acqua, ha un elevato potere calorifico.

ALTRE TECNOLOGIE

Altre tecnologie disponibili sul mercato, in particolar modo autoclave e microonde, producono un materiale di risulta umido, con basso potere calorifico.

CONVERTER®

La tecnologia Converter®, separando e recuperando l’acqua risultante dal processo di sterilizzazione, consente di ottenere un materiale di risulta asciutto.

La soluzione migliore è sempre la più semplice.

PRODOTTO FINALE

La tecnologia Converter® permette di ottenere un prodotto finale ridotto in peso ed in volume,
totalmente asciutto e sicuro in meno di 30 minuti.
50%

PESO

riduzione del peso pari al 50%

80%

VOLUME

riduzione del volume pari all'80%